I sindaci di Vitulazio

I Sindaci che si sono succeduti dal 1861 ad oggi nella direzione del Comune di
Vitulazio sono:

Pietro Rossi, 1861-1867
Raffaele L’Aiezza, 1867-1871
Carmine Aiezza (f.f), 1872
Luigi Rossi, 1873-1874
Gennaro di Resta, 1874-1875
Giuseppe Natale, 1875-1876
Pasquale Palmieri, 1876
Domenico di Gaetano, 1876-1878
Pietro Aiezza, 1878-1881
Savatore Scialdone (f.f.), 1881-1882
Salvatore Scialdone, 1882-1889
Pietro Pozzuoli(f.f), 1889-1890
Pietro Pozzuoli, 1890-1891
Savatore Scialdone(f.f), 1891
Pietro Pozzuoli, 1892-1893
Giovanni La Monica, 1893-1894 (C.P.)
Salvatore Aiezza, 1894
Francesco Aiezza, 1894-1895
Salvatore Aiezza, 1895-1896
Francesco Aiezza, (f.f.), 1896-1897
Francesco Aiezza, 1897
Antonino Scialdone, 1898-1899
Francesco Aiezza, 1899-1901
Salvatore Aiezza, 1901-1903
Carmine Pozzuoli (f.f.), 1903-1905
Carmine Pozzuoli, 1905-1908
Domenico Aiezza, 1908-1910
Marchese Ernesto Tommasi(f.f.), 1910
Domenico Aiezza, 1910-1923
Domenico Scialdone, 1924-1926
Domenico de Domenico (C.P.), 1926
Domenico de Domenoco(P.), 1926-1928
Domenico de Domenico(C.P.), 1928
Carmine di Fraia (P.),1928
Diego Malfese(C.P.), 1928-1929
Domenico di Domenico(P.),1929-1930
Ottavio de Julio (P.), 1930-1932
Francesco Aiezza (C.P.), 1932-1933
Roberto Labrano (P.), 1933-1936
Giovanni Matarazzo (C.P.), 1935-1936
Achille Scialdone (P.), 1936-1942
Michele Pozzuoli (P.), 1942-1943
Antonio Scialdone (d.A.),1943-1945
Giovanni Fusco(d. C.L.N.), 1945
Secondino Sapone (d.C.L.N.),1945-1946
Gabriele Santoro (C.P.), 1946
Achille Pozzuoli(C.P.),1946
Vittorio Pozzuoli, 1946-1948
Pietro Aiezza, 1948-1952
Luigi Antonino Scialdone, 1952-1961
Pietro Lagnese, 1961-1970
Pasquale Taddeo, 1970-1975
Raffaele Russo, 1975-1995
Achille Cuccari, 1995-2004
Luigi Romano, 2004-2009
Achille Cuccari, dal 2009

LEGENDA:

(f.f)= sindaco facente funzioni;
(P.)= podestà;
(C.P.)= commissario prefettizio;
(d.A.)= designato degli Alleati;
(d.C.L.N.)=designato dal Comitato di Liberazione Nazionale;

Gruppi e personalità dirigenti locali e assetto politico dall’ Unità ad oggi.

L’individuazione dei gruppi dirigenti del Paese all’indomani dell’unificazione non può prescindere dall’esame delle leggi elettorali del Regno d’ Italia, spiccatamente selettive sia per l’elettorato attivo che per quello passivo. Negli anni immediatamente successivi all’Unità, alle regioni annesse al Regno di Piemonte e Sardegna fu estesa la legge elettorale emanata da Carlo Alberto il 17 marzo 1848, parzialmente modificata dalla legge n. 3778 del 20 novembre 1859. L’elettorato poteva essere esercitato solamente dai maschi in possesso di una serie di requisiti: età non inferiore ai 25 anni, saper leggere e scrivere, pagamento di una tassa di 40 lire. Al voto erano ammessi, anche non pagando l’imposta stabilita, i cittadini che rientravano in determinate categorie: magistrati, professori, ufficiali. I deputati, in numero di 204, erano eletti in altrettanti collegi uninominali a doppio turno. Successiavamente intervenne la legge del 22 gennaio 1882, n. 999, nata da un progetto presentato da Benedetto Cairoli, presidente del Consiglio dal 26 marzo 1878 ed esponente della sinistra storica. Essa ammise all’elettorato tutti i cittadini maggiorenni che avessero superato l’esame del corso elementare obbligatorio oppure pagassero un contributo annuo di lire 19,80; in tal modo si realizzò un cospicuo allargamneto del corpo elettorale che passò da circa 628.000 ad oltre 2.000.000 di elettori, cioè dal 2% al 7% della popolazione totale che contava 28.452.000 abitanti.

Questa premessa fa capire come alla direzione di una qualsiasi comunità venissero chiamate soltanto persone facoltose che, per effetto della ricchezza della loro famiglia, avevano potuto conseguire il diploma di scuole elementare o superiore. Le elezioni amministrative consentivano di eleggere un certo numero di consiglieri comunali (decurioni). Questi eleggevano gli assessori componenti la Giunta comunale (eletti). Il Sindaco veniva scelto dal Prefetto nell’ambito di una rosa di tre nomi proposta dal Consiglio. Anticipando qui per ragioni di omogenità la sezione numero 2 (“tema di approfondimento su aspetti storici e/o periodi specifici prescelti”)si riporta di seguito la cronologia delle leggi elettorali dall’Unità ad oggi.

1845 – Piemonte suffragio assai ristretto per censo e titolo di studio 628.000 elettori
1882 – Suffragio un po’ meno ristretto: maschi maggiorenni in possesso di uno di questi requisiti:
– licenza elementare;
– denaro per il pagamento di una tributo annuo minimo di lire  19,80
– Elettori: 2 milioni
1922 – tutti i maschi ultratrentenni, senza alcuna limitazione;
– se di età inferiore ai trenta anni, ma maggiore di ventuno,
– intervengono limitazioni dovute al censo, alla istruzione e al servizio militare
– Elettori: 8.700.000
1918 – suffragio universale per tutti i maschi di età superiore ai ventuno anni. Il suffragio veniva esteso, inoltre, ai minorenni che avessero fatto la guerra.
1946 suffragio universale per tutti (Repubblica-Monarchia). Per la prima volta le donne vengono ammesse al voto.
1948 suffragio universale per ogni tipo di elezioni.

N.B. Nella civilissima Svizzera il suffragio universale interviene solo nel 1971

Tratto da: Storia, economia e società a Vitulazio dall’Unità d’Italia ad oggi.
Produzione a cura della Pro Loco Vitulatina – Servizio Civile 2011

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