Un po’ di storia

Originariamente, il paese  é sorto come “vicus” romano, cioè come unita’ minima insediativa, non murata, con carattere di esclusivo servizio agricolo. Ne fanno fede alcuni reperti di età romana rinvenuti sul suo territorio (vasellame, anfore, oggetti di terracotta ed altro), ascrivibili probabilmente alla Scuola di un singolare, artigiano denominato “pittore di Vitulazio” attivo nella zona alla fine del III secolo d.C.

Si tratta di un poverissimo ceramografo sulla cui opera primeggia sempre lo stesso Tema, e cioe’ un grande volto femminile di profilo, tracciato con abbreviata sommarietà e campeggiante su un fondo a squame con un chiaro riferimento a motivi vegetali. L’originaria configurazione di “vicus” è forse presente nello stesso nome del paese che,fin dalle prime fonti,viene chiamato Vitulaccius.

Secondo la versione popolare,il nome si fa discendere da “vitulus” (in latino vitello) e “aptius” comparativo dell’aggettivo “aptus”. Ne deriverebbe così un’espressione come “luogo alquanto adatto all’allevamento dei vitelli”.

Questa versione troverebbe conferma -secondo alcuni- nella rappresentazione di due vitelli sul gonfalone del Comune. E, tuttavia, questa argomentazione non appare decisiva, tenuto conto che solo nel XVIII secolo si è sviluppata la tendenza a rappresentare la municipalità con un gonfalone.

Appare, invece, maggiormente fondata l’opinione di chi ritiene che Vitulaccius derivi da “Vitulus” (diminutivo del latino Vitus) e “aceus”,espressione del latino medioevale che significa campo coltivato.Sarebbe quindi da dedursi che il primo agglomerato del paese si sia avuto su un pezzo di campagna di proprietà di un certo Vito.

Il centro del paese si è sviluppato lungo un antico asse viario che collegava Teano e Cales al passo di Triflisco,in posizione pedemontana rispetto ai rilievi di Monte Maggiore, sia per non togliere prezioso terreno all’agricoltura, sia per proteggersi dai venti.

Lo sviluppo successivo si è posto in direzione di Capua, lungo la via Ruggiero, in posizione perpendicolare rispetto all’asse stradale lungo il quale il paese si era originariamente formato.

La vicina Capua annovera Vitulazio, già alla fine del X° secolo, tra i suoi casali, traduzione medioevale del “vicus” romano. E di Capua Vitulazio seguì le sorti  vita amministrativa finchè con decreto di Gioacchino Murat dell’8 Agosto 1807, divenne completamente autonoma.In tutti questi secoli il paese ha continuato a chiamarsi “Vitulaccio”.

Solo con il Regio Decreto del 3 Dicembre 1882, a firma del re Umberto I,ha assunto,a far data dal 1° Giugno 1883,l’attuale denominazione Vitulazio.

Durante il periodo fascista il Comune di Vitulazio si fuse con quello di Bellona, dando vita alla municipalità di Villa Volturno.

Tratto da: Storia, economia e società a Vitulazio dall’Unità d’Italia ad oggi.
Produzione a cura della Pro Loco Vitulatina – Servizio Civile 2011

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